IMPOSTA AGGIUNTIVA SUL COMMERCIO ONLINE

Nell’ultimo anno, in Germania si è sviluppata una discussione sul tema di una “tassa penale” ,cioè imposta aggiuntiva sul commercio online . L’idea è nata per addebitare un’imposta aggiuntiva per il negozio online.

SVILUPPO DELLE VENDITE ONLINE

 

Imposta aggiuntiva sul commercio online potrebbe essere la ragione  per cui i centri commerciali sono diventati deserti. I negozi stanno chiudendo e non c’è motivo per gli abitanti di fare acquisti in centro. Lo shopping su Internet sta distruggendo la cultura urbana e lo spirito della comunità. Dicono che questo sia particolarmente evidente in periferia.I negozi locali non sono concorrenti perché devono pagare la tassa, mentre i venditori su Internet non pagano tale tassa e utilizzano l’infrastruttura locale per consegnare i loro pacchi. La proposta dell’imposta aggiuntiva sul commercio online è che i venditori su Internet paghino un’imposta aggiuntiva di circa il 25% del valore dell’ordine. Questa tassa verrebbe reindirizzata ai comuni che investirebbero nei centri commerciali e in questo modo attirerebbero più visitatori. La società dei commercianti si oppone a questa proposta,ritenendo che il motivo per cui le città in periferia soffrono siano gli affitti elevati per i locali commerciali, la mancanza di parcheggi nei centri urbani e le rigide regole burocratiche. Ritengono che la soluzione vada ricercata nella digitalizzazione, che i negozi locali debbano essere incoraggiati a costruire una rete online.L’idea potrebbe essere utile soprattutto ai tempi del corona, quando molti negozi non sarebbero sopravvissuti se non si fossero orientati alla vendita online. Lo sviluppo delle vendite online è inevitabile e non deve essere gravato finanziariamente.I  prezzi più elevati delle merci e ordini più costosi peseranno ulteriormente su una parte della popolazione concentrata sullo shopping online a causa di restrizioni fisiche, di salute o di età.

SISTEMA ONE-STOP-SHOP

I fautori dell’imposta addizionale trovano motivo per gravare ulteriormente il negozio online anche nell’evasione fiscale dei venditori con sede al di fuori dell’UE, non rispettando i diritti dei consumatori nelle denunce e nell’elusione della responsabilità ambientale. Tuttavia, l’Associazione dei commercianti sottolinea che la maggior parte delle piccole e medie imprese in Germania pagano le tasse in modo equo e rispettano la legislazione sui diritti dei consumatori, nonché le normative sull’imballaggio e il riciclaggio. Dal 1° luglio entrano in vigore le modifiche alla legge sull’imposta sulle vendite nell’UE. Viene introdotto il sistema One-Stop-Shop per l’Unione Europea. Le soglie per le vendite a distanza per i singoli paesi dell’UE sono abolite e saranno sostituite da una soglia comune per le vendite a distanza per tutti i paesi dell’importo di 10.000,00 EUR. Ma l’IVA viene pagata in tutti i paesi, in base al principio del paese di destinazione. Inoltre, se l’azienda ha sede al di fuori dell’UE o non dispone di un magazzino in uno stato membro dell’UE, dal 1 luglio 2021, Amazon / Ebay / altri portali sono obbligati a riscuotere l’imposta sulle vendite e pagare l’amministrazione fiscale,pagando l’acquirente il prezzo netto del prodotto. In questo modo viene regolamentata la corretta distribuzione dell’IVA nei Paesi UE, e nello stesso tempo sono tutelati gli interessi dei venditori UE.

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Link utili

  1. https://www.fiscoetasse.com/commercio_elettronico_aspetti_fiscali
  2. https://www.telnetdata.it/e-commerce/one-stop-shop/

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